Dicono di noi
Il Card. Tonini
Ersilio Card. Tonini
Trigoria, lontana periferia di Roma: una villetta quasi nuova anche se povera. Ad accogliermi un gruppo di giovani quasi tutti provenienti dalla strada. “Adesso viene Chiara” e s’affrettano ad avvertirla.
Io mi aspetto di vedere comparire una donna matura, con sul volto la serietà della causa. Invece, ecco, arriva una ragazza dal volto che è l’immagine della felicità. Poi arrivano altri ragazzi, alcuni sono consacrati, altri si stanno preparando, un periodo piuttosto prolungato prima dei voti, stante la difficile e delicatissima missione che li attende. E qui comincia lo stupore. Questa nuova comunità ha assunto come campo di missione la strada. Dico: la strada, vale a dire i giovani che la popolano di giorno e di notte vivendo di droga, prostituzione, alcool, carcere, violenza.
Tutta la storia di questa comunità è cominciata qualche anno fa presso la Stazione Termini di Roma, dove fino all’intervento della polizia quelle creature sembravano un popolo. Chiara, vedendo come tanti quello spettacolo, ha avvertito come una fiocina nel cuore. Tornò e ritornò finche prese la decisione: a queste creature dedicherò la mia vita! Ma decidere è un conto, buttarcisi poi davvero e condividere la propria vita con loro è un altro! Nuovi Orizzonti è nata così e subito ha attirato a sé la curiosità prima, l’ammirazione poi e lo stupore infine, sicché via via è cresciuto il numero di giovani che hanno visto proprio in quella impresa quasi rischiosa una causa sufficiente cui destinare la propria vita. La strada è una realtà spietata, fatta di un degrado umano da brivido, di contorsioni strazianti, il tutto dentro un ingranaggio inesorabile: ci si prostituisce per drogarsi e ci si droga per prostituirsi. E’ un nodo scorsoio che non perdona. Pensare di poter penetrare in quel mondo come compagni di viaggio sa di stranezza. Sperare di romperlo quel nodo è impresa folle. Già il solo primo approccio richiede sforzi inauditi… eppure, proprio in quelle creature, motivo di orrore per i più, Chiara dice di aver scoperto con stupore una scintilla divina presente in ogni essere umano. […] Incredibile eppure vero! Il pensiero corre a S. Francesco che non solo i passeri ma pure il lupo chiama fratello. Ha ragione Chiara a vedere dietro il volto di creature disfatte valori che valgono tanto oro. Sicché vale la pena cercarlo quell’oro rimasto sepolto dietro i detriti del vizio. Così come, trovato che sia, è d’obbligo far festa grande. Un’altra cosa capisco ora, perché Chiara abbia sempre un sorriso splendente genuino… Fin dai primi incontri capii che lì c’era qualcosa di straordinario, proprio nella semplicità, nella spontaneità, in quello che chiamiamo il mistero cristiano: il molto nel più, la sublimità nella semplicità, nella povertà; capii molto bene che c’era un’opera della grazia di Dio. Mi è venuto spontaneo vedere il bene ovunque e rendermi conto che è possibile ciò che agli uomini sembra impossibile, cioè portare la luce nel buio, la purezza nella melma, perché anche la melma può essere ripulita e santificata, diventare anch’essa a sua volta luminescente.
(Brani tratti dal libro del Cardinal Tonini Splendor Veritatis, e dalla sua prefazione al libro Stazione Termini di Chiara Amirante).
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